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Più tardi soggiornò
nella città per 20 giorni, Giuseppe Garibaldi.
Durante gli storici eventi dei '48 e del '49 due
ardenti patrioti e convinti repubblicani,
Cesare Agostiní e Francesco Benaducci, deputati
alla Costituente Romana, diedero un valido
contributo alla causa nazionale. |
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Cesare Agostini
sperò fino all'ultimo che la Repubblica Romana
potesse sopravvivere e per essa spese tutte le
sue energie di uomo politico e giurista. Caduta
la Repubblica, Cesare Agostini si rifugiò a
Londra insieme al Benaducci, visse in povertà,
ma la sua vita fu un esempio di onestà e di
rettitudine.
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Per la stessa
causa immolarono la loro vita: Colomba
Antonietti, caduta a Porta S. Pancrazio per
la difesa di Roma il 13 giugno 1849;
Giuseppe Caterini ferito sulle mura di Roma
nel 1849 e Antonio Liverani fucilato dagli
Austriaci l'11 luglio 1849. |
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Sono da
ricordare altri eroi folignati che rimasero
nell'ombra e che sotto la minaccia delle
persecuzioni continuarono a tenere vivo il
sentimento nazionale nell'animo dei popolo:
Giovanni Beddini, Giosuè Toni, Alessandro
Trasciatti, Innocenzo Mancini e tanti altri.
L'attività rivoluzionaria, perciò, non cesso
a Foligno neanche nell'epoca della reazione
pontificia e austriaca |
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anche se la città fu
presidiata da truppe austriache. Per merito
degli eroi folignati, la città il 4 novembre
1860 votava l'annessione al regno di Vittorio
Emanuele. |
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All'aurora di
questo giorno incominciarono a suonare le
campane del Palazzo e della Cattedrale e
tutto il popolo per le vie acclamava il Re,
Garibaldi e Cavour. Per tutta la giornata,
giravano drappelli con bandiere, c'era il
concerto e le finestre delle case erano
addobbate con coperte. La sera la città era
tutta illuminata. Il 22 novembre, in udienza
solenne, il re Vittorio Emanuele Il accettò
l'annessione delle province dell'Umbria. |
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