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Nei vari rioni erano
sparse numerose osterie o taverne. Le
corporazioni delle Arti, che nel 1491 erano 27 e
alle quali altre se ne aggiunsero in seguito,
sebbene non fossero pił tanto in auge, riunivano
in collegi e regolavano con propri statuti, i
vari mestieri dai pił elevati, quali i collegi
dei giudici e notai dei speziali e dei mercanti
ai pił modesti come quelli degli scorticatori o
dei tavernieri. |
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L'illuminazione di
sera era data da fiaccole poste ai lati dei
portoni dei palazzi e da torce posate nella
mensola di pietra, sulla facciata esterna di
alcune case.
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La pulizia
delle strade non doveva essere molto curata
se, in certe occasioni come per esempio la
Giostra della Quintana, venivano fatte molte
multe a chi non aveva pulito accuratamente
davanti alla propria casa o bottega. |
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Il territorio
di Foligno aveva quasi la stessa estensione
attuale e nel 1644 contava 9595 abitanti
sparsi nelle numerose frazioni che erano
esattamente le stesse di oggi. |
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I pił vicini alla
cittą erano san Giovanni Profiamma, Pasciana,
Fiamenga, Cave, Perticani o San Antonio Scafali,
Borroni, Sterpete, Vescia, Scanzano, ecc. In
quel periodo furono intraprese notevoli opere di
bonifica nel terreno circostante la cittą. |
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I folignati
dell'epoca sono descritti dallo Jacobilli,
"di aspetto grato, umani, ospitalieri,
riverenti ai forestieri, industriosi e
dediti alla mercanzia, inclini alla pietą e
alla devozione". |
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