Dopo il mille, i folignati costruiscono nuove e robuste abitazioni, molini, lasciando spazio per l'arengo e il mercato. Si pratica il lavoro artigianale e la terra è più fertile. Gli scambi si intensificano; la popolazione aumenta fino a raggiungere migliaia di unità. Nei primi secoli dopo il mille, iniziò la formazione dei rioni o società intorno al castello originario.

 

 Abbiamo di essi una tarda memoria nelle pergamene di Perugia del 1293. La loro formazione risale a molto prima. Si chiamano: Breve del Trivio e di S. Margherita, Breve di Campo, Breve dei Funari, Breve di Porta Cippisco dei S.S.Giovanni e Niccolò, Breve della Strada di Porta Nuova,

Breve di S. Masseo, Contrada di S. Pietro e di Posteruola, Contrada di Villa Strada, Contrada di Villa dei Franceschi, Contrada Fonte dell'abete.
La città è divisa in settori chiamati Terzieri: Terzieri di S. Giovanni dell'acqua e di S. Niccolò, Terziero di S. Maria Maddalena, Terziere Superiore.
A quest'epoca risale pure la denominazione delle principali vie:

 

Via della Croce, Via dei Mercato, Via Salara, Via della Fiera, Via Porta Abbadia, Via di Strettura, Via Fonte dei Trivio, Via Borgo Vasaro, Via Pugilli, Via Morlupo, Via Ammaniti.
Foligno assume l'aspetto vero e propio della città e

prende il nome di "Nova Civitas Sancti Feliciani," Nova Civitas Fulginei " e, in seguito, soltanto "Civitas Fulginei".

 

La città era circondata da una cinta di mura che gli studiosi ricostruiscono attraverso il seguente itinerario: partendo dall'alveo del Topino, lungo via dei Molini, via dei Monasteri, via N. Alunno, via Pignattara, via dei Gonfalone, e dietro S. Francesco, proseguiva per via dei Cassero, toccava il lato est di Piazza S. Domenico, e per S.Niccolò, raggiungeva di nuovo l'alveo dell'antico corso dei Topino, lungo il quale si allineavano per il tratto nord ovest verso Perugia.

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