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La storia dei Canapè
Il giardino pubblico si trova a mezzogiorno
della città, in uno spazio addossato alle mura
tra Porta Romana e Porta Todi. Rispetto al viale
Nazario Sauro, il territorio dove sorge il parco
è sopraelevato, ma questa elevazione del terreno
non è naturale; infatti, nel sec. XIII, cioè
dopo la costruzione della nuova cinta di mura
(1280-1281), non esisteva. |
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Da Porta Romana a
Porta Todi non c'era alcun dislivello, ma il
terreno interno alle mura era allo stesso piano
di quello esterno.
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Il rialzamento
si deve all'accumularsi dei materiali di
scarico che i cittadini nel secolo XVI e
XVII solevano portare in questa parte della
città fino a raggiungere la parte superiore
delle mura tanto che, in alcune situazioni,
il Consiglio Comunale dovette intervenire
proibendo lo scarico. Più tardi si riprese a
portare le macerie anche sul lato
settentrionale dei luogo. |
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Tre edifici
sorgevano nelle vicinanze dei Canapè: ad
oriente un monastero dei "Monaci neri" cioè
di monaci benedettini; lasciato dai monaci,
l'edificio fu sede del seminario Vescovile
fino ai primi anni dell'800. Poi ci fu la
sede della Tipografía Salvati. |
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Sul lato
settentrionale, per oltre la metà della
lunghezza del viale, c'era il monastero di Santa
Caterina, di monache clarisse, che si dice
fondato dallo stesso San Francesco. Oggi c'è la
scuola elementare di Santa Caterina e la
Palestra. |
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Sul lato di
mezzogiorno sorgevano, sulle mura, due torri
a breve distanza l'una dall'altra. La prima
era chiamata il Torrione del Cassero e poi
prese il nome di Torre del Seminario, mentre
l'altra torre era chiamata la "Montanara" ed
ora è stata trasformata in bar. |
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